Pubblicato da rassegnato su Gennaio 7 , 2008
Il tam tam mediatico ha finalmente sortito i suoi effetti: l’immagine desolante, raccapricciante di cumuli enormi di immondizia sparsi sulle carreggiate o abbandonati davanti all’uscita delle scuole e che in alcuni casi impediscono i passaggi carrabili, sono saliti sull’altare della cronaca mondiale; i giornali di tutto il mondo portano in prima pagina la tragedia napoletana ed allora e solo allora arrivano i primi echi al governo centrale di qualcosa che sta sfuggendo di mano; la preoccupazione principale non è tanto quella della salvaguardia della salute pubblica, ma esclusivamente l’opinione pessima che gli altri paesi si faranno dell’Italia; ma negli ultimi vent’anni dove sono stati buona parte della nostra classe politica?? Tanto sono sempre gli stessi, è inutile far subire alle proprie cellule neuronali un trauma: restano attaccati decenni alle loro poltrone e quindi in teoria dovrebbero essere facilmente individuabili le loro responsabilità.Che fine hanno fatto i fiumi di denaro artatamente destinati alla soluzione del problema?? E’ possibile verificare la loro destinazione finale e se è servita solo per creare carrozzoni improduttivi e quindi posti di lavoro politici?? A partire dai livelli decisionali più alti fino al netturbino, proprio tutti hanno fatto il proprio dovere?? Le domande sono tante ma le risposte latitano.
La battaglia civile di alcuni cittadini sempre più incavolati viene infilatrata da frange estreme e sempre più agguerrite che cercano lo scontro con le forze dell’ordine; i <moti napoletani> odierni non mirano ad accettare una Costituzione ma a farla rispettare!!! le voci disperate non provengono da ufficiali carbonari, ma da cittadini preoccupati del loro futuro e di quello dei loro figli. Mettere sullo stesso piano le colpe che sicuramente i cittadini campani hanno e sottacere i connubbi fra la politica e le fascie deviate della società, tra la politica e gli imprenditori del nord che hanno delegato la parte meno nobile del popolo campano per smaltire i loro rifiuti tossici martoriando così il territorio campano fino all’inverosimile. Nella querelle entra di forza l’eterna diatriba di stampo razzistico che in maniera superficiale e a debita distanza pontifica su ciò che sarebbe o non sarebbe giusto fare. Gli inceneritori di cui alcune città del nostro paese si vantano di possedere sicuramente non sono a saldo zero: le particelle che distribuiscono gratuitamente nell’atmosfera non sono meno tossiche della diossina che sciaguratamente alcuni irresponsabili hanno determinato con l’incenerimento dell’immondizia nelle strade; in questo caso, anche se a malincuore e contro ogni dettame scientifico , la loro azione autodistruttiva sicuramente può e deve essere interpretata alla stregua di una estrema reazione di scoramento, di impotenza, di disperazione; i 15 anni di emergenza sono serviti a tutti tranne che a risolvere un problema che oltre ad essere tragico è un chiaro sintomo di un paese ormai allo sbando. Continuare a seppellire tonnellate di rifiuti nelle viscere della terra di Pianura fino al 2009 sembra essere la risposta più convincente per risolvere l’emergenza. Ma nel 2009 saranno disponibili alternative valide o ci si troverà di nuovo nella stessa tragica situazione? E’ sicuramente una domanda retorica. Ormai siamo di fronte ad una crisi ambientale, ma gli pseudo-ambientalisti ormai saranno diventati rossi dalla vergogna e il Sig. Ministro non proferisce parola. Un cittadino si aspetterebbe quanto meno un impegno da parte di chi è deputato alla salvaguardia del bene più prezioso che ci circonda, o almeno un cahier de doleances nei confronti di chi ha mal gestito la fase di emergenza che ormai dura da troppo tempo. Ma come sempre al cittadino-suddito toccano solo le manganellate delle forze dell’ordine che così reprimono anche le voci innocenti, la parte sana della popolazione, chi grida a voce alta che ormai la situazione è vicina al collasso e che in un paese civile fare lo slalom fra ratti, immondizia e cani randagi vuol dire veramente far perdere loro la dignità di persona. Fra gli assenti illustri mancano parecchie personalità vecchie e pseudo-nuove del panorama politico italiano, ma probabilmente sono ancora alle prese con i bagordi festivi.
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